Sono le due di notte, hai appena aperto un pannolino e dentro c'è un colore che non avevi mai visto. Cerchi su internet e trovi ventotto forum, tre siti che sembrano referti e una foto che non c'entra niente. Proviamo a fare meglio.
La cosa da sapere prima di tutte: nei bambini piccoli il colore delle feci cambia tantissimo, e quasi sempre per motivi banali. Segue il latte, poi la dieta, poi la velocità con cui le cose attraversano l'intestino. Le eccezioni esistono, sono poche, e le mettiamo tutte in fondo con il loro nome.
Perché cambia così spesso
Il colore dipende soprattutto da due cose: cosa è entrato e quanto tempo ci ha messo a uscire. La bile che digerisce i grassi parte verde e diventa marrone lungo il percorso: se il transito è rapido non fa in tempo a virare, e il risultato è verde. Non è un guasto, è un cronometro.
Poi c'è tutto il resto: latte materno o in formula, il ferro aggiunto in molte formule, lo svezzamento, un raffreddore, i denti, e le cose vivacemente colorate che a un certo punto iniziano a mangiare.
I colori che rientrano nella normalità
Nero-verdastro, i primissimi giorni
È il meconio: densa, appiccicosa, quasi catramosa. Sono i primi giorni di vita e se ne va da solo, lasciando spazio a colori più chiari.
Giallo senape
Il classico dell'allattamento al seno: giallo acceso, spesso granulosa e molto morbida. Somiglia alla diarrea a un occhio inesperto, ma non lo è.
Beige, giallo pallido
Tipica del latte in formula: più chiara, più densa e di solito un po' più consistente di quella da allattamento al seno.
Verde
Il colore che fa cercare su internet più di tutti, e quasi sempre per niente. Transito rapido, ferro nella formula, un raffreddore, i denti, o qualcosa di verde nella dieta.
Marrone
Arriva con lo svezzamento e diventa il colore di casa: da lì in poi seguirà quello che mangia.
Arancione
Spesso è semplicemente carote, zucca o patate dolci. Lo svezzamento si legge nel pannolino con un certo ritardo.
Vale anche il contrario di quello che si teme di solito: dopo lo svezzamento è normalissimo ritrovare pezzi riconoscibili di quello che ha mangiato. Mais, piselli, bucce. Non vuol dire che non stia digerendo, vuol dire che certe fibre passano e basta.
I tre colori per cui si alza il telefono
Questi non sono «colori preoccupanti» da interpretare da soli. Sono i tre casi in cui il passo giusto è sentire il pediatra, e sentirlo prima del prossimo controllo invece che dopo.
Bianca, grigia, color creta
Feci molto chiare, quasi scolorite. È una situazione rara, ma è quella per cui vale la pena chiamare in giornata anche se il bambino sembra sereno.
Rossa
Può essere sangue, ma anche barbabietola, pomodoro o uno sciroppo colorato. La differenza non si fa a occhio da un articolo: falla vedere, se puoi con una foto o con il pannolino.
Nera, passati i primi giorni
Dopo la fase del meconio, feci nere vanno segnalate. Tieni presente che anche gli integratori di ferro le scuriscono: dillo al pediatra, gli serve saperlo.
Un episodio non è un andamento
Un pannolino strano dopo una giornata storta è rumore. Lo stesso colore per una settimana è un'informazione. È la stessa logica della scala di Bristol: il dato singolo dice poco, la serie dice quasi tutto.
Il problema è che nessuno se lo ricorda. Alla domanda del pediatra «da quanto va avanti?» la risposta onesta di un genitore che dorme poco è quasi sempre «boh, qualche giorno?». Non è distrazione: è che quella non è un'informazione che il cervello archivia da solo.
Cosa portare al pediatra
- Da quandosuccede, con una data vera invece di «da un po'».
- Quante volte al giorno, e se il numero è cambiato.
- Consistenza e colore osservato, senza interpretarli.
- Cos'altro è cambiato: latte, svezzamento, un nuovo alimento, farmaci, integratori di ferro.
- Una foto, se c'è qualcosa di insolito. Vale più di tre minuti di descrizione a parole.
È esattamente quello per cui esiste il diario del bambino su HaiCacato: registri consistenza, colore osservato e note in pochi secondi, tieni lo storico e scarichi un riepilogo da mostrare al pediatra. Nessuna interpretazione, nessun punteggio, nessun semaforo che ti dice se stare tranquillo: quello è un lavoro suo. Noi ci occupiamo solo di far sì che tu arrivi con i dati invece che con un ricordo confuso.
Domande frequenti
La cacca verde del neonato è normale?
Nella grande maggioranza dei casi sì. Il verde compare per motivi banali: un transito più rapido del solito, il ferro nel latte in formula, un raffreddore, i denti che spingono, o semplicemente quello che ha mangiato la mamma. Se il bambino mangia, cresce, bagna i pannolini ed è tranquillo, il colore da solo non è un allarme. Se il verde persiste per giorni o arriva insieme ad altro, parlane col pediatra.
Perché la cacca del neonato allattato al seno è gialla?
È il colore tipico dell'allattamento al seno: giallo senape, spesso granulosa e piuttosto liquida. Non è diarrea, anche se a un occhio inesperto ci somiglia parecchio. Con il latte in formula tende invece a essere più chiara, più densa e più sul beige.
Cosa vuol dire la cacca bianca o color creta?
Feci molto chiare, bianche o color creta sono una delle poche situazioni in cui non conviene aspettare: vale la pena sentire il pediatra in giornata, anche se il bambino sembra star bene. Non è una diagnosi ed è una situazione rara, ma è il caso in cui essere prudenti costa poco.
La cacca nera del neonato è preoccupante?
Nei primi giorni di vita è normale: è il meconio, nero-verdastro e appiccicoso. Dopo quella fase, feci nere vanno segnalate al pediatra, tenendo presente che anche gli integratori di ferro possono scurirle. Meglio una telefonata in più che una in meno.
Ho visto del rosso nella cacca: è sangue?
Può essere sangue, ma anche barbabietola, pomodoro, gelatine o sciroppi colorati. La differenza non si stabilisce a occhio da un post: se hai visto del rosso e non c'è una spiegazione alimentare ovvia, sentine il pediatra, possibilmente con una foto o il pannolino.
Devo annotare il colore della cacca del bambino?
Se hai dei dubbi ricorrenti, sì: non per fare diagnosi, ma perché alla domanda «da quanto va avanti?» quasi nessuno sa rispondere. Qualche settimana di storico con colore osservato, consistenza e note trasforma una conversazione vaga con il pediatra in una conversazione precisa.
Tienine traccia, invece di ricordartelo male.
Check-in in un tocco, storico che parla al posto tuo e abbastanza scemenze da farti tornare domani.
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